La Piazza Si ‘e Boi di Selargius

Piazza Si’e Boi, forse la più conosciuta tra quelle di Selargius, deve il suo nome ad una delle prime e più floride attività industriali che nacquero nella cittadina nei primi anni del ‘900: la distilleria di Sebastiano Boi.

Nel 1901, l’avvocato cagliaritano Boi acquistò da un ricco commerciante una casa e dei terreni che uniti a quelli già in suo possesso formarono l’area dove impiantare lo stabilimento. Tra le poche fonti a disposizione per ricostruire la storia della distilleria troviamo una cartolina, che mostra lo stabilimento visto dall’alto in un periodo databile tra il 1901 e il 1908: intorno al cortile centrale dove era situata la distilleria principale con la torre fumaria a sezione rettangolare si sviluppavano, su tre lati, vari corpi di fabbrica. La cartolina, concepita per pubblicizzare “La grande distilleria a vapore” veicola l’idea di una azienda florida, moderna, proiettata verso l’esportazione (aveva infatti rappresentanze nelle più importanti città italiane) dotata tra l’altro di linee telefoniche, di tram per il trasporto delle merci e di moderni distillatori a colonna.

Dopo alcuni anni l’azienda autonoma si trasformò in società per azioni, costituita per atto pubblico nel 1911, con il nome di Vinalcool avente Boi come presidente e Amsicora Capra come consigliere delegato (con effettivo potere esecutivo). 

In poco tempo e nonostante le difficoltà derivanti dalla guerra e dalle incertezze economiche e sociali del primo ventennio del secolo, la Vinalcool conobbe una straordinaria espansione: allo stabilimento di Selargius si unirono quelli di Quartu, Monserrato e Pirri, vennero aperti depositi a Genova, Barletta, Roma e Palermo, venne costituita una flotta di sei velieri e tre piroscafi che garantiva l’esportazione in ben tredici porti italiani, venne acquisita la proprietà di una tramvia a vapore creando la Tramvia del Campidano e la produzione si allargò arrivando ad includere oltre vini da taglio, vini fini, liquori e birra (dal 1913 con l’acquisizione della Birreria Ichnusa).

Le fortune della Vinalcool furono senza dubbio legate alle caratteristiche personali dei due principali azionisti che sebbene contrastanti, quella di Sebastiano Boi decisamente più prudente e benevola, l’altra, quella di Amsicora Capra impulsiva e a tratti prevaricante, riuscirono a compensarsi a vicenda dando vita ad una collaborazione più che proficua. La morte improvvisa di Boi e le vicende legate alla seconda guerra mondiale cambiarono le sorti dell’azienda.

Durante il conflitto lo stabilimento selargino venne requisito dall’esercito e i suoi locali adibiti ad alloggio per le truppe, depositi e officine per la riparazione degli aerei. Sulla sommità della torre, ancora oggi visibile, fu montata una mitragliatrice. Secondo le fonti, nel 1952 gli impianti erano inattivi già da tempo e venivano utilizzati per il lavaggio delle lane, l’essicazione delle pelli o come depositi per mandorle e cereali.

Furono effettuati alcuni tentativi di rilancio, tutti falliti, e la struttura fu abbandonata al degrado e ai furti fino a quando, nel 1975 il Piano Regolatore Particolareggiato riconobbe all’intera area della piazza Si ‘e Boi, un importante valore storico. I locali dove un tempo sorgeva lo stabilimento sono stato recuperati e sono oggi sede di un teatro, della biblioteca ragazzi, della consulta degli anziani e di un punto informazioni.

Audioguida

Bibliografia

Camboni Gino, Selargius. L’antica Kellarious. Ed. Pizzi, Cinisello Balsamo, 1997.

Simonetta Sitzia, Sandra Violante, Sa distilleria de Boi e le vie del vino a Selargius: catalogo della Mostra. 6. settimana della cultura, Selargius 23-30 maggio 2004 / Selargius: APE Sardinia, 2005.

Pannelli della mostra “C’era una volta una distilleria… mostra grafica e fotografica sull’ex distilleria di Sebastiano Boi” a cura dell’Assessorato politiche culturali, turistiche e sportive del Comune di Selargius.

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