Biblioteca comunale di Selargius (ex Casa Putzu)

Quella che un tempo era una delle più belle case campidanesi selargine è oggi sede della Biblioteca Comunale di Selargius. L’antica dimora situata in via sant’Olimpia prende il nome dalla famiglia Putzu che la abitò per circa un secolo. Tra i documenti più importanti per la ricostruzione della sua storia troviamo un atto notarile, datato 1889, che testimonia la donazione di alcuni terreni e di una casa padronale con piazzale, ancora in costruzione, fatta dal capofamiglia Efisio Luigi al figlio Pietro in occasione delle sue nozze con Annetta Frau celebrate il 2 gennaio 1892. Pietro e Annetta ebbero otto figli e alla loro morte solo due di questi, Igino e Annunziata, ereditarono la casa e lì vissero insieme fino agli anni ’80 quando si trasferirono definitivamente a Cagliari. La casa, disabitata per lunghi anni, venne acquistata nel 2003 dal Comune di Selargius.

L’abitazione fu costruita con la tecnica del “ládiri”, mattoni di fango e paglia pressati ed essiccati al sole; i muri esterni erano protetti da una camicia di fango e calce ed erano piuttosto massicci, quelli dei vani interni erano intonacati e a volte affrescati (vani di rappresentanza). L’orditura del tetto era di legname e incannucciato.

Oltre alla casa padronale con il suo cortile di rappresentanza facevano parte del complesso anche una corte rustica ed aziendale dove abitava il fattore e una terza parte dove si trovavano l’orto recintato e le case dei braccianti.

Tra i numerosi ambienti della corte padronale si contavano anche un ambiente rustico coperto che venne utilizzato prima come stalla e poi come rimessa per automobili, un pozzo, un forno e una grande cantina la cui copertura venne rinforzata intorno al 1920 con una trave di cemento armato, a quanto pare la prima di questo tipo a Selargius.

Nella corte rustica si trovavano un deposito per gli attrezzi, un secondo pozzo, un ricovero per piccoli animali domestici, il pagliaio, un deposito per le attrezzature dismesse, un magazzino per il vinello, una stalla per l’asino e due ambienti usati uno per il materiale agricolo e l’altro per la motrice della trebbia.

Della struttura originale resta l’impianto murario ma possiamo farci un’idea di come fossero gli ambienti in passato grazie alle fotografie che si possono ammirare nella mostra permanente dal titolo “Casa Putzu: storia di una dimora ottocentesca” visitabile in una delle sale della Biblioteca.

Audioguida

Bibliografia

Informazioni ricavate dal testo dei pannelli della mostra “Casa Putzu: storia di una dimora ottocentesca” a cura di Maria Antonietta Atzeni e Roberta Relli.

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